Lo zaino di Cecilia

Questo è l’estratto dell’articolo.

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12 luglio 2017

Mancano pochi giorni alla partenza per l’Uganda, quest’anno sarà il mio terzo viaggio in terra ugandese, ma il groviglio di emozioni si fa sentire anche questa volta.

Emozioni con tante sfumature, che non sono possibili da decifrare, ma questa volta c’è qualcosa di nuovo nella mia partenza, non sono più una studentessa o meglio lo sono in parte, ma ho un lavoro.

Il mio primo lavoro, particolare, difficile, faticoso, ma meraviglioso. Grazie al mio lavoro ogni giorno vivo, condivido, discuto, imparo, insegno, collaboro con ragazzi provenienti dal continente africano; ogni giorno le loro storie intrecciano la mia, ogni giorno hanno qualcosa di nuovo da insegnarmi, ogni giorno hanno qualcosa per la quale mi arrabbio, ma poi tutto si scioglie con una delle loro frasi “Capo non ti arrabbiare!”.

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Mentre sono qui a cercare di decifrare le mie emozioni penso a tutti loro, a quanto vorrebbero tornare nel loro paese ed invece non possono, bloccati dalla povertà, dalla guerra, da una burocrazia così intricata che anche io talvolta fatico a decifrare.

L’Africa è un continente enorme, tutti loro così diversi, eppure ci tengono sempre a dire “sono africano” e quindi in questo viaggio penso a tutti voi. Io posso prendere un comodo aereo, mettermi comoda, con la mia valigia dove posso mettere le mie cose più importanti e invece voi avete dovuto attraversare il deserto, il mare e ora le tante frontiere interne quotidiane…e allora c’è un emozione che si distingue tra tutti: la libertà.

In questi giorni apprezzo la libertà che ho di potermi muovere, di poter viaggiare, di poter andare e tornare in ogni caso e vorrei farvi vivere questa libertà, vorrei darvela con tutto il cuore. So che non sarà facile averla, ma voi ogni giorno non avete paura della libertà e avete un immenso coraggio, coraggio di vivere.

Quel coraggio che a me spesso manca, ma che voi riuscite a ridarmi. Quel coraggio che ogni volta ritrovo prima della partenza per l’Uganda.

Un mio grande amico ivoriano mi ha detto: “Rilassati, preparati per il viaggio, cerca la serenità del tuo cuore e cerca di conoscere tutto il mondo come piace tanto a te. Io ti aspetto a casa”.

La casa. La casa ormai sono le mie due gambe che si muovono tra le vie del mondo, ogni giorno con persone che vengono da ogni angolo della terra. Queste vie cosi piene di gente non fanno altro che arricchire la mia vita, e quella del mondo, perché finalmente abbiamo nuovi orizzonti, nuovi punti di vista, nuovi sguardi.

In questo viaggio porto tutti voi, viaggerò anche per voi. Al ritorno vi porterò un po’ di casa vostra, questa è una promessa.

Cecilia – Fabriano