Un’esperienza “Bellissima”…ma cosa vuol dire?

24.09.2017

Sono tornata dall’Africa da ormai più di un mese, l’esperienza é per me ancora un ricordo così fresco e così intenso, eppure quando amici e conoscenti mi incontrano per strada e mi chiedono “allora come è stata questa esperienza? Come è e andata?” io ancora non riesco a trovare le parole giuste per esprimerla:  spiaccico un sorriso, mi brillano gli occhi, ma quel che riesco a dire è solo “Bellissima, é andata davvero bene, sono felice.” E subito dopo mi rendo conto della banalità di queste affermazioni.

Forse perché l’Africa non può essere ridotta a poche parole, forse perché è così difficile raccontare i sentimenti che ho provato, dargli un nome, cercare di trasmetterli senza snaturarli e cercando di dar loro il giusto peso. Forse scriverli e poterli rileggere mi aiuterà e mi permetterà di far comprendere  almeno un po’ il significato di questo “bellissima”. Sí perché forse descrivere l’Africa con questo aggettivo può sembrare paradossale. Cosa c’è di bello nella povertà delle baraccopoli di Kampala e dei villaggi karimojon dove manca tutto, l’acqua e il cibo in primis, cosa si può trovare di bello in una bambina che piange perché malata di HIV e rimasta sola, dov’è la bellezza di un orfanotrofio dove bambini anche davvero piccoli vivono in un ambiente tutt’altro che idilliaco o adatto a dei bimbi della loro età , cosa c’è di bello nelle urla dei ragazzini in carrozzina che in questi lamenti hanno il loro unico modo di esprimersi? Beh all’apparenza proprio niente. Prendetemi pure per pazza, ma è proprio in questi posti che ho imparato il vero significato di bellezza.

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Bellezza l’ho trovata  nell’empatia e nell’amore dei volontari a lavoro con le famiglie malate di HIV nei villaggi del Karamoja. L’ho vista nel sorriso contagioso delle Charity sister che si occupano ogni giorno dei bambini orfani con i loro mille problemi e difficoltà ma con una fede che sa sempre superarli tutti! Bellezza é quella che trasmettono gli occhi di Bosco, preside della Great Valley mentre fiero ci raccontava di esser riuscito ad espandere la sua scuola che ora accoglie  più di 700 bambini tra i più poveri, dando loro la possibilità di studiare e di sognare un futuro migliore. Per non parlare dei MOP (missionar of poverty), frati e suore che raccolgono dalla strada tutti quei bambini e ragazzi che, poiché disabili, probabilmente non avrebbero avuto molte possibilità, e, nonostante sia difficile, se ne prendono cura con dedizione e grandissimo amore. Eccola la bellezza! Ecco le immagini che  l’Africa bellissima. I colori di questa terra così come l’allegria delle sue danze, la forza della fede delle persone che ci vivono , la loro grinta e perseveranza sono state per tante piccole e quotidiane dimostrazioni di questa bellezza.

Insomma, ciò che questa esperienza con Africa Mission mi ha insegnato è cambiare il mio sguardo sulle cose perché “non si vede bene che con il cuore, l’essenziale é invisibile agli occhi”. La bellezza a cui mi riferisco infatti non è altro che la manifestazione dell’amore, un amore intenso che questa terra rossa lascia dentro e che è indelebile.  Quel che resta allora una volta tornata a casa è provare a raccontarlo sperando che questo  possa diventare contagioso.

Sara – Mede

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